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Gli osservatori d’area e le reti interistituzionali di Rosita D’Orsi Gli osservatori d’area per la lotta alla dispersione scolastica nascono con finalità di prevenzione e recupero della dispersione scolastica e promozione del successo formativo (USR Sicilia prot. 22965 del 16/10/93). L’attuale dislocazione ed articolazione è stata definita tenendo conto delle peculiarità del territorio della provincia suddiviso in sei macroaree: Catania, Interland, Ionica, Pedemontana Nord, Pedemontana Sud, Calatino. Nei comuni di Catania, Acireale e Giarre, considerata la vastità del territorio, insieme agli osservatori d’area di cui fanno parte le scuole primarie e secondarie di primo grado, sono state costituite le cosiddette reti interistituzionali formate da istituti superiori che accolgono alunni provenienti da più municipalità o comuni. Superata, attraverso un impegno sempre più puntuale e convinto di docenti utilizzati, Dirigenti Scolastici e docenti, l’iniziale visione della inefficacia di tali strutture, gli osservatori sono divenuti punti di riferimento per il territorio: ciò consente di mettere le scuole in relazione in un circuito più ampio di rapporti con enti, istituzioni, agenzie, associazioni di volontariato. Il prospetto di seguito riportato mostra le macroaree già richiamate e la dislocazione territoriale di osservatori e reti corredata dall’indicazione dei Dirigenti Scolastici coordinatori e dei docenti utilizzati per la lotta alla dispersione scolastica su base provinciale.
LA RILEVAZIONE DEI DATI Avviata nell’a.s. 2003/04 come semplice acquisizione numerica, negli anni successivi, arricchita di ulteriori e più puntuali indicatori alcuni dei quali dettati dalle riforme, ha assunto fondamentale importanza per un’analisi longitudinale del problema costituendo il caposaldo per un costruttivo confronto finalizzato all’assunzione di decisioni da parte delle scuole, dell’amministrazione scolastica, degli organismi territoriali. Attraverso le rilevazioni si è voluto guardare ai problemi del territorio e nel contempo alle difficoltà di ciascun alunno. Niente di preconfezionato, ogni strumento è stato creato ed affinato sul campo. Inevitabili gli errori, le sviste, ma il lavoro di squadra dei docenti utilizzati per la lotta alla dispersione scolastica ed il rapporto fiduciario creatosi con le scuole dell’intera provincia ha consentito l’acquisizione di dati “affidabili” dando impulso e significato al lavoro. Il “dato” finisce di essere un elemento burocratico-formale e diventa l’interpretazione di un fenomeno che aiuta le scuole ad entrare in un circuito riflessivo, progettuale e lavorativo.
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